Il dilemma del Carnevale ….mettiti il cappotto!!

Il dilemma del Carnevale ….mettiti il cappotto!!

Il Carnevale è terminato da poco lasciando spazio alle considerazioni, ai bei ricordi, all’allegria che questa festa porta con se e al dilemma che divide da sempre genitori e figli….il cappotto sulla maschera!!

Vogliamo ospitare in questo articolo un papà (del quale non vi svelerò il nome ma che spero continui a scrivere per noi) che con ironia ripercorre questa esperienza ricordando le emozioni di un tempo e cosa ha fatto quando i ruoli si sono invertiti!!

Sono sempre stato eccitato dal Carnevale, quella “stupida festa” che poteva rendere “reali” le fantasie avventuriere del bambino vile e coniglio quale “io sempre sono e fui”.
A casa il rito preparatorio era bello. Bellissimo. Il mantello, la spada, la maschera, il cappello, il superbo vestito, la posa stereotipata, l’espressione adeguata, i baffi simmetricamente disegnati dalla mamma, lo specchio che applaudiva.
Andando in centro, in auto avevo già ripercorso la vita di “Zorro” come fosse assolutamente la mia. La mancanza del cavallo riuscivo a metabolizzarla con un certo sforzo e mi raccontavo che dopo tutto Zorro era “le sue mirabolanti acrobazie”, era “la sua abilità di spadaccino”. Sapevo che sceso dall’auto piazza San Giacomo sarebbe diventata la California spagnola, avrei dovuto solo trovare il primo Pierrot del cavolo (figlio di qualche famiglia ottusamente matriarcale) per trasformarlo nel mio personale Sergente Garcia. Lui, armato solo di una lacrima a fronte di maschi baffi e di eretta spada, avrebbe subito le mie “Z” sul culo mentre avrei dato sfoggio del metodo Stanislavski.
E quindi vi lascio immaginare il raccapricciante dolore quando sceso dall’auto sentivo la voce di mia madre (alla resa dei conti tutte le famiglie italiane sono orrendamente matriarcali) che con martello e scalpello incideva su una lapide la seguente frase: “Mettiti immediatamente il cappotto che fa freddo e dammi quella spada che ti fai male”. In un attimo Don Diego della Vega avvolto nel suo mantello lasciava il palco per lasciare spazio ad un balbettante ometto con cappello, baffetti e cappottino blu. Insomma se ne andava Zorro ed arrivava Peppino de Filippo.
Cosa ancor peggiore mi rendevo conto del mio tremendo contrappasso e destino: La mia delusione era così profonda che in piazza non avrei potuto che scambiarmi sguardi tristi con il Pierrot del cavolo, invidiando il completo e coerente successo della sua interpretazione e leggendo un subdolo sorriso sotto quella lacrima di merda.
Pertanto, ad ogni carnevale, mi si palesa il motivo per il quale gli esseri umani sono spinti da quel misterioso richiamo della foresta che li porta a riprodursi:
Banalmente e subdolamente vendicarsi della vita, tramite la proiezione sui figli delle proprie frustrazioni, con la duplice possibilità di risolverle o scaricarle su terzi.
A sinistra è risolta, a destra è scaricata.
Come direbbe la maschera di Bush: “Mission Accomplished”.

Il dilemma del Carnevale ....mettiti il cappotto!!

E voi siete fra quelli che fanno mettere il cappotto o fra coloro che rischiano un raffreddore pur di sfilare con la maschera?? Fatecelo sapere 😉

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Dettagli Barbara Natali

Barbara Natali, romana classe 72, Assistente di Volo, Ingegnere di Volo, Pilota di Aerei. Ho smesso di volare e mi dedico a tempo pieno alla mia famiglia coltivando le mie passioni che vanno dal fai da te al cucito, dal web ai segreti di internet passando per la cucina e per la mia insaziabile voglia di sapere e di imparare.