Fare Bestiario 2020, il progetto di Damatrà

Fare Bestiario 2020, il progetto di Damatrà

Fare Bestiario 2020, il progetto di Damatrà

Il primo laboratorio è a Remanzacco il 20 agosto: i bambini possono fare dei laboratori esperienziali all’aria aperta (e in sicurezza) e … immaginarsi quale “strana bestia” si nasconde sotto un misterioso lenzuolo!
Secondo appuntamento aperto al pubblico a Colloredo di Monte Albano il 3 settembre

(Ingresso libero, posti limitati, prenotazione obbligatoria a info@damatra.com; in caso di maltempo, gli incontri sono rimandati al giorno seguente)

Due giornate di laboratori esperienziali, a partecipazione gratuita, aperti a tutti i bambini a partire dai 5 anni: questo è “Fare Bestiario” che fa parte del più ampio percorso di Bestiario Immaginato, nel 2020 alla sua settima edizione (un progetto di Damatrà onlus) con un ampio progetto in corso e un evento finale, atteso a settembre, dedicato a “Il congresso dei bambini. Dare la parola, raccogliere la testimonianza”.

Le due giornate di laboratorio “Fare Bestiario” si svolgono a Remanzacco, al Parco Broilo Perosa giovedì 20 agosto (alle 18 e alle 20.45) e a Colloredo di Monte Albano, nel Parco delle Scuole, giovedì 3 settembre (alle 16 e alle 18): i laboratori sono a ingresso gratuito, aperti ai bambini a partire dai 5 anni, hanno un numero limitato di posti, per poter garantire di stare insieme con le giuste distanze, e richiedono la prenotazione via mail a info@damatra.com; in caso di maltempo, tutte le sessioni sono rimandate al giorno successivo.

Questi laboratori – che si stanno tenendo numerosi dal 20 luglio sui territori comuni che promuovono e sostengono il progetto – hanno già coinvolto 500 bambini: i piccoli “esploratori” sono chiamati a mettersi in gioco mappe alla mano per scoprire dove può nascondersi la grande creatura del Bestiario 2020.

Fare Bestiario 2020
Photo © 2020 Alice BL Durigatto

Focus dei laboratori e di tutto il progetto è, infatti, l’avventura di Enea, un bambino di sette anni, che da qualche tempo si è accorto che dalle sue parti le cose non sono più come prima. Enea immagina una creatura enorme, la immagina sotto un lenzuolo perché seppur grande non si vede …

La metafora con la realtà è quanto mai forte e vicina, visto il complesso periodo che noi
tutti (e in particolare i più piccoli) abbiamo passato e stiamo passando con l’epidemia: la paura di ciò che non si vede, un “tabù” che tutti sappiamo esistere, con il quale conviviamo ma che non sappiamo bene cosa sia, che però ci chiede di ricalcolare le distanze, di cambiare la manifestazione dei legami e delle relazione tra persone, di ridefinire gli spazi. Queste le esperienze su cui quest’anno Bestiario Immaginato vuole riflettere, per fare esperienza della creatività come strumento di incontro sociale.

Nel corso dei laboratori, i bambini vengono invitati a lavorare insieme nel rispetto delle distanze ma senza paura, esplorando i materiali, i colori, le relazioni, la distanza: cosa vuol dire prendere un sacchetto di colore rosso e immergere una mano dentro, senza paura? Cosa vuol dire ascoltarsi con gli occhi coperti da una benda e usare grandi bastoni non come armi ma come strumenti per comprendere la distanza con gli altri bambini? Cosa vuol dire contare il numero di passi che formano un cerchio tenuto da una corda? Finalmente i piccoli esploratori della realtà si rimettono a “dire e fare qualcosa insieme”, in un momento nel quale questo sembra essere ormai un’impresa eroica.
Questi laboratori, come molti altri e unitamente ad altre esperienze di Bestiario Immaginato, andranno a comporre una storia collettiva che sarà presentata come risultato di questa settima edizione. La grande storia collettiva convergerà nelle due giornate conclusive del “Congresso dei bambini: dare la parola, raccogliere la testimonianza. I due eventi si terranno il 26 settembre, al Castello di Colloredo di Monte Albano, dove sarà presentata un’installazione multimediale (con proiezioni, videomapping, pannelli visivi) che metterà insieme tutte le storie raccolte nell’ampio percorso e per spiegare la storia di Enea attraverso la metafora della bestia come l’immaginario collettivo. E il 27 settembre, a Cividale dove il Congresso dei Bambini presenterà invece un percorso d’arte relazionale: un itinerario guidato, con tanti racconti audio raccolti tra le persone, che tra pannelli, immagini, testi scritti e fotografie
guideranno il visitatore attraverso il racconto del Bestiario Immaginato restituito dalle tante persone della comunità.

Il Congresso dei bambini sarà anche portato a Parigi e in Slovenia e Croazia in ottobre, grazie alla collaborazione con l’associazione Art Source (Francia) e con le città di Koper (Slovenia) e Pola (Croatia) che ospiteranno le performance nate dal Bestiario Immaginato e la presentazione del catalogo d’arte relazionale Dal Parlamento del Friuli al Congresso dei Bambini. Ciò assicura la possibilità al progetto di oltrepassare i confini nazionali promuovendo l’immagine della regione come incubatore di idee, sostenitore di realtà interessanti che si muovono nell’ambito del teatro partecipato, contaminando linguaggi artistici valorizzando il ruolo dei giovani. restituendo anche all’estero le due mostre interattive e multimediali.

Le azioni di bestiario immaginato e le fasi del racconto

Bestiario immaginato è un elaborato percorso, incentrato sui temi già esposti prima, che ha coinvolto e sta coinvolgendo molte comunità (Fagagna, Pagnacco, Martignacco, Moruzzo, Remanzacco, Colloredo di Monte Albano, Tavagnacco, San Vito di Fagagna) come parte attiva di un racconto che verrà restituito in forma artistica e interattiva a settembre.
Il “Bestiariolab” si è svolto i primi di luglio; un Laboratorio d’arte relazionale e creazione collettiva al quale hanno partecipato una ventina di persone dai 14 ai sessant’anni. Adulti e giovani si sono confrontati con diverse interazioni a distanza (grazie allo scambio di fotografie, ricordi d’infanzia, messaggi whatsapp, passeggiate di orienteering nel bosco, invenzioni di storie di animali misteriosi) e hanno messo insieme gli elementi per raccontare una storia di fantasia stimolata dalla realtà, elaborandola con parole scritte, registrazioni, disegni, racconti.

A seguire gli operatori hanno lanciato “Un caffè con Bestiario”: un diario fonografico delle comunità. Nei diversi paesi, gli artefici di Bestiario andavano nelle famiglie, nei gruppi, nelle comunità a intervistare (con 10 domande precise) 30 persone di otto zone diverse del Friuli: bambini, adulti, professionisti, sindaci, assessori, ma anche nonni, casari ed ex-postini … Ciascuno di loro ha risposto con libertà e fantasia alledomande, vere e proprie “indagini dell’immaginario”. Le risposte sono state registrate e andranno a comporre la narrazione dell’evento finale. Ciò che più ha colpito è che l’immaginario intorno alla “bestia sotto il lenzuolo” e le sensazioni di smarrimento, curiosità, emozione, timore si sono incrociate, nel racconto di tutti, con le esperienze vere della vita di ciascuno, per degli stralci di storie veramente coinvolgenti.

La direzione artistica

Ogni anno Damatrà, che è ideatrice del progetto, chiama un nuovo direttore artistico a gestire Bestiario Immaginato: “è come un architetto, un designer che arriva a casa di Damatrà e ci aiuta a renderla più bella, a metterla in ordine e a far entrare persone e idee nuove”, spiega Mara Fabro.

Quest’anno tocca ad Andrea Ciommiento, poco più che trentenne, laureato in “Tecniche Artistiche e dello Spettacolo” all’Università Ca’ Foscari di Venezia perfezionandosi in creazione performativa alla Biennale Teatro College di Venezia. Dal

2012 sviluppa progetti artistici che includono al loro interno spettacoli dal vivo, laboratori d’arte relazionale per le nuove generazioni e il coinvolgimento delle comunità locali, tra le collaborazioni l’Istituto Pratiche Teatrali/Teatro Stabile di Torino, Codicefionda di Torino, Circolo dei Lettori di Torino, ZONA K di Milano, l’Albero di Matera e Invasioni Creative di Udine. Ha tenuto docenze per il Master in Teatro Sociale dell’Università Sapienza di Roma e per l’Università Europea di Roma. (https://andreaciommiento.com/)

Dettagli Barbara Natali

Barbara Natali, romana classe 72, Assistente di Volo, Ingegnere di Volo, Pilota di Aerei. Ho smesso di volare e mi dedico a tempo pieno alla mia famiglia coltivando le mie passioni che vanno dal fai da te al cucito, dal web ai segreti di internet passando per la cucina e per la mia insaziabile voglia di sapere e di imparare.